“A volte è l’unico posto dove vorrei stare, altre invece il solo pensiero di essere toccato mi infastidisce, mi rende aggressivo. Insomma, per me l’abbraccio è un luogo che non passa inosservato. Chissà quante cose si attivano e si muovono lì dentro.
Un gesto semplice, con poche infrastrutture e proprio per questo carico di vita, pieno di umanità.”
Dentro un abbraccio entri in relazione intima. In un attimo ti ritrovi in un contatto che ti spoglia. Che ti chiede di essere vulnerabile. Che ti espone all’essere visto in profondità dove tante porte son state chiuse. Il semplice tocco di un corpo che si avvicina a te, disarma. Ti invita a deporre le armi. E tu non sei pronto, o forse non aspettavi altro.
E allora approfittane, è il momento. Lasciati toccare....
E se non sei scappato via, se hai scelto di restare, cosa può succedere?
Magari tremi, tremi forte. Ti senti coinvolto e ti chiedi: Sai dirmi cosa sia questa forte connessione che sento?
È magia, è qualcosa che ha a che fare con l’invisibile.
Quando lasci andare il bisogno di capire allora puoi veramente immergerti dentro l’esperienza. Puoi lasciare che sia lei a parlare e non quello che già conosci. La verità trova spazio per mostrarsi, tutto diventa meraviglia. È stupore, continuo stupore.
Quello che la tua mente razionale vede in base ai filtri che ha costruito viene spazzato via da ciò che accade ai confini di quel contatto. L’esperienza che vivi ti racconta di te, un’apertura che mai avresti “pensato” ti pulisce la vista e una nuova realtà si manifesta.
Poi improvvisamente senti una voce che dice: “ok, ok, può bastare. Torniamo a qualcosa che conosciamo, mettiamo i piedi per terra. Distacchiamoci.”
E invece no! Tu scegli di rimanere, di stare lì, al centro del vortice. Scegli di stare dentro, immerso, sciolto in quell’abbraccio.
Senti che ti puoi fermare. Senti che sei a casa.